La tredicesima edizione delle Giornate di studi interdisciplinari per la digitalizzazione della giustizia, tenutasi a Capri il 3 e 4 ottobre 2025 sul tema «Giustizia 4.0: Diritti, Algoritmi e Nuovi Equilibri»: l'intervento del Ministro Nordio, i tre focus della plenaria, i cinque gruppi di lavoro e le conclusioni del Presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso.
Il convegno interdisciplinare di Capri 2025 sulla digitalizzazione della giustizia e le sfide dell'intelligenza artificiale
Dal 3 al 4 ottobre 2025 si è tenuta a Capri la tredicesima edizione delle Giornate di studi interdisciplinari per la digitalizzazione della giustizia, promosse dal Centro Elettronico di Documentazione (C.E.D.) e dall'Ufficio Innovazione (U.I.C.) della Corte Suprema di Cassazione, in collaborazione con il Ministero della Giustizia, il Consiglio Nazionale del Notariato, il Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, il Consiglio Nazionale Forense e altre tra le principali istituzioni della giurisdizione italiana ed europea.
L'evento, patrocinato dal Comune di Capri, si è confermato come uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati al dialogo tra diritto, tecnologia e istituzioni.
La giornata inaugurale — 3 ottobre 2025
Il pomeriggio del 3 ottobre, presso la Sala Pollio, è stato dedicato al tema «Questioni attuali di diritto del lavoro», coordinato dal Presidente emerito della Corte di Cassazione Pietro Curzio.
La prima sessione ha affrontato l'evoluzione del processo del lavoro e le problematiche attuali, anche connesse alla digitalizzazione, con gli interventi di Roberto Riverso, Paola Marino, Silvia Burelli, Raffaele De Luca Tamajo ed Edoardo Ales. Il prof. Zoppoli ha fatto pervenire un contributo scritto.
La seconda sessione, centrata su «Il mondo del lavoro nell'era dell'intelligenza artificiale», ha visto la partecipazione di Mario Quaranta, Marco Biasi, Milena d'Oriano, Carmen Di Carluccio, Silvia Toffoletto e Francesca Chietera, che hanno analizzato le sfide etiche e normative dell'uso dell'IA in ambito lavoristico.
Le conclusioni del Presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso hanno offerto una sintesi di alto profilo, richiamando la centralità del valore umano nel nuovo ecosistema digitale del lavoro e l'uso consapevole ed evoluto dell'intelligenza artificiale come mero strumento ausiliario e sussidiario nella giurisdizione.
La plenaria del 4 ottobre — Giustizia 4.0
La giornata del 4 ottobre, ospitata nella Certosa di San Giacomo, è stata dedicata al tema «Giustizia 4.0: Diritti, Algoritmi e Nuovi Equilibri».
Dopo l'accoglienza del Sindaco di Capri Paolo Falco e del Direttore della Certosa Luca Di Franco, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, in collegamento, è intervenuto sottolineando la necessità di governare l'innovazione digitale nel rispetto dei diritti fondamentali e della trasparenza amministrativa.
Sono seguiti i saluti istituzionali dei vertici delle giurisdizioni italiane: Maria Rosaria Covelli (Corte d'Appello di Napoli), Aldo Policastro (Procura Generale di Napoli), Carolina Lussana (Giustizia Tributaria), Francesco Greco (Consiglio Nazionale Forense) e Vito Pace (Consiglio Nazionale del Notariato).
I tre focus della mattinata
Il primo focus, «L'intelligenza artificiale e la digitalizzazione globale tra normativa e prassi», coordinato da Ileana Fedele, ha esplorato il rapporto tra regolazione giuridica e applicazioni tecnologiche attraverso i contributi di Antonio Mura, Gennaro Terracciano, Giuseppe Buffone e Francesco Della Rocca.
Il secondo, «AI literacy e formazione digitale», guidato da Alessio Scarcella, ha posto al centro il ruolo della conoscenza e della formazione continua dei magistrati e degli operatori del diritto, con gli interventi di Loredana Nazzicone, Giuseppe Trapani, Francesco Pizzuto e Paola Severino, che hanno insistito sull'importanza di un'«alfabetizzazione istituzionale all'IA».
Il terzo focus, «Cosa aspettarsi dal futuro prossimo: la parola ai tecnici», coordinato da Antonella Ciriello, dopo il keynote speech in collegamento di Mario Nobile, ha messo a confronto esperienze e prospettive operative con Pasquale Stanzione, Gustavo Gili, Brunella Bruno, Gerardo De Marco, Maria Vittoria Marchianò, Carolina Scarano e Fiorenzo Sirianni.
L'incontro ha evidenziato la necessità di un approccio interistituzionale, fondato su etica, competenza e responsabilità condivisa. Le autorevoli conclusioni del Presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso hanno tirato le fila del discorso, aprendo la strada agli approfondimenti pomeridiani.
I gruppi di lavoro del pomeriggio
Nel pomeriggio, i partecipanti si sono divisi in cinque laboratori tematici:
1. Il processo civile telematico (PCT) — coordinato da Edoardo Buonvino e Valentina Ricchezza, con riflessioni su interoperabilità e semplificazione.
2. Il processo penale telematico (PPT) — condotto da Alberto Santacatterina e Paolo Abbritti, con la partecipazione del Vice Ministro Francesco Paolo Sisto e del componente del Comitato direttivo della SSM Edoardo Vianelli.
3. La giustizia tributaria e l'intelligenza artificiale — coordinata da Alfonso Bonafede, con gli interventi di Andrea Bertolini, Maria Vittoria Serranò, Annamaria Fasano, Gaetano Ragucci, Cosimo Toldonato e Pasquale Saggese.
4. Intelligenza artificiale e casi d'uso — diretti da Mario Nobile e Rosita D'Angiolella, con esempi concreti di sperimentazioni IA nella giustizia italiana e la partecipazione del componente del Comitato direttivo della SSM Ines Marini.
5. International Group (in lingua inglese) — moderato da Paola Giacalone, con relatori provenienti da Commissione Europea, UNESCO, École Nationale de la Magistrature ed EJTN ed esperti nazionali, tra cui il componente del Comitato direttivo della SSM Roberto Conti.
La varietà dei gruppi ha permesso di intrecciare esperienze nazionali e internazionali, dimostrando come la digitalizzazione della giustizia richieda una governance integrata e un dialogo costante tra discipline, lingue e ordinamenti.
Riflessioni conclusive
Il convegno si è concluso con la consapevolezza che l'innovazione tecnologica, pur rappresentando una trasformazione irreversibile, deve restare ancorata ai principi di umanità, proporzionalità e trasparenza.
Dalla Certosa di San Giacomo, simbolo di storia e contemplazione, è partito un messaggio chiaro: la Giustizia 4.0 non è solo un cambio di strumenti, ma un'evoluzione culturale che interpella il diritto nella sua dimensione più profonda — quella del rapporto tra l'uomo, la legge e la conoscenza, da coniugare con la sicurezza per farne strumento di tutela dei diritti.
